Autore: mario.bernasconi
CINEFORUM cinema ASTRA
Questa sera la Scrittura ci aiuta a riflettere su tre temi che abbiamo, insieme, individuato: la figliolanza (ovvero la paternità spirituale), la fede, la carità.
Nel corso della vita ho fatto esperienza della paternità spirituale. Ho vissuto il profondo significato di essere figlia nella dimensione della fede, di “sentirsi figlia nella fede”. Non intendo con ciò un concetto astratto, ma una realtà di vita concreta, permeata da una rete di relazioni che mi hanno permesso di gustare “nella carne” una paternità spirituale.
Le persone incontrate (Mario, sacerdoti, amici, figli – sì, perché anche i figli possono essere provocatori e generatori di crescita spirituale-) sono state (e sono) artefici di un accompagnamento che ho vissuto come figliolanza spirituale. E questa condizione, ogni giorno, è fonte di “grazia,misericordia,pace”.
Riesco così ad intuire che l’amore vissuto è già, qui ed ora, un elemento di redenzione, un’esperienza di salvezza e di senso. Qualcosa è già accaduto (la Resurrezione di Gesù) e continua ad accadere. Credere diventa tensione verso una certezza ,un oltre che consente di superare la fragilità dell’essenza profonda dell’essere umano, dove la morte non è l’ultima parola. Il desiderio di essere aperti alla vita, all’interno della nostra vocazione di coppia , nasceva nella consapevolezza che la vita donata è data per sempre.
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M’accorgo però che è necessario un cambio di sguardo, che occorre stabilire con il Signore un intenso rapporto, una relazione ininterrotta nel quotidiano.
Lo stare incessantemente alla Sua Presenza genera un cuore nuovo, puro e indiviso, che aiuta a superare il mio limite, che dà significato al mio agire spesso poco consapevole.
Sono certo che ogni momento vissuto in intimità con Dio, oltre migliorarne la conoscenza e a far luce sulla complessa persona che sono io , si traduce infine nelle modalità di relazione con gli altri per esprimere gesti di Carità che sono connotati dal guardare, fermarsi e toccare l’altro(E.Ronchi)
Il legame con i figli, dentro una famiglia articolata come la nostra, il dialogo con i fratelli nella fede e il contatto con chiunque incontri diverso da te, vengono allora trasfigurati.
La Fede assume l’aspetto di una realtà viva, incarnata nel presente che collabora a costruire una comunione di persone.
Così la Carità diventa una dimensione (non semplicemente altruismo) che superando i confini del privato, del soggettivismo, del “ finito” , dei mie limiti come persona , apre ad un mondo dove è possibile desiderare e vivere l’impossibile.
Programma percorso AQM
Comunità ALLE QUERCE DI MAMRE (AQM)
Percorso 2025/2026
IL FINE E’ LA CARITA’ “ Prima lettera a Timoteo”
Questo il tema che quest’anno, come Comunità, proponiamo per il cammino mensile di preghiera presso la Parrocchia di Muggiò – Cappella “Amoris Laetitia”( ore 21.00-22.15), ogni secondo Martedì del mese da ottobre 2025 a giugno 2026.
Il percorso sarà animato dalle famiglie di AQM e dai seminaristi, aiutati dalla disponibilità preziosa di alcuni sacerdoti che aiuteranno a riflettere sul tema proposto. L’invito è esteso a tutti.
Il metodo : ascolto della Parola, preghiera comunitaria e adorazione personale.
L’identità di AQM si esprime nei semplici gesti che in ogni incontro vengono condivisi
CALENDARIO 2024-2025
Prima lettera a Timoteo
● 14 ottobre 2025 MIO VERO FIGLIO NELLA FEDE (1 Timoteo 1, 1-7)
● 11 novembre 2025 GIUDICATI DEGNI DI FIDUCIA (1 Timoteo 1, 12 – 17)
● 13 gennaio 2026 LA BUONA COSCIENZA (1 Timoteo 1, 18 – 20)
● 10 febbraio 2026 LA PREGHIERA LITURGICA (1 Timoteo 2, 1 – 7)
● 10 marzo 2026 SIAMO NELLA CHIESA (1 Timoteo 2, 14 – 16)
● 14 aprile 2026 L’ESERCIZIO DELLA PIETA’ (1 Timoteo 4, 8 – 16)
● 12 maggio 2026 LA CURA DEI PROPRI CARI (1 Timoteo 5, 1 – 8)
● 9 giugno 2026 LA VERA RICCHEZZA (1 Timoteo 6, 17 – 21
L’invito a partecipare è valido anche per i RITIRI SPIRITUALI cosiprogrammati:
AVVENTO QUARESIMA
– 29 e 30 novembre 2025 -21 e 22 febbraio 2026
Eremo San Salvatore – Erba (CO) Caravate (VA)- Padri Passionisti
Santuario Santa Maria del Sasso
..la comunita’ nasce dal desiderio di vivere la comunione in forme di visibile condivisione e reciproco sostegno…..
Per informazioni: Michela Faverio (tel.348 3584985, e-mail michela.faverio@gmail.com oppure all’indirizzo aquemme@gmail.com AQM sito www.aqm-co.it
L’attesa
15/09/25, 12:53 – Roberto Dalla BONA: L’attesa
Milano. Anzi periferia di Milano. Uno di quei posti che non sono più campagna ma nemmeno città. Il Giambellino soffre, appunto, di questa incertezza e intanto l’espansione edilizia arrembante toglie spazi ai residenti. Con la scusa, magari, dei lavori alla sotterranea che tolgono aria e spazi e intanto vedi spuntare i primi negozi (Armani, Benetton) che hanno oltrepassato il confine ideale segnato da una fermata della metropolitana.
Ho passato due ore al bar Sport di via Gàmbara (o Gambàra, non ho mai saputo quale sia la pronuncia giusta) col mio amico… ma perché dovrei dire il suo nome!? Poi ci siamo mossi per rientrare e siamo passati davanti al bar Metro e ora attendiamo che il barista si accorga di noi.
Un po’ per la situazione e un po’ perché mi va, prendo a parlare di Maria.
L’attesa più importante nella storia dell’umanità è quella di Maria. Una donna, per la cultura del suo tempo, solo una donna. Eppure a quello che veniva considerato un dente, anche piccolo nell’ingranaggio della comunità, toccò alzare la testa e sostenere un dialogo surreale nientemeno che con un angelo, l’inviato di un’entità conosciuta sì ma invisibile.
Se oggi qualcuno facesse toc toc alla nostra porta per dirci che la famiglia crescerà di numero perché abbiamo trovato grazia nientemeno che presso Dio, la nostra mente si affollerebbe dei seguenti pensieri:
– È un testimone di Geova, il solito rompiscatole.
– Un altro figlio? Figurati non è il momento.
– Ma che ne sa della nostra vita sessuale?
– È fatto di Crack!
Maria invece non pensò nulla di tutto questo. Si mise a parlare con l’angelo e disse che le pareva una cosa un po’ improbabile visto e considerato che l’amore carnale non si pratica prima del matrimonio ma dopo, e che Giuseppe non l’aveva ancora sposata.
A differenza di Maria, noi non parliamo con gli angeli. Anzi per la precisione conta quello che noi pensiamo, non quello che gli altri pretendono di raccontarci (appunto come l’inviato di Dio che ha bussato alla nostra porta).
Maria invece intavola un colloquio. Lo sapete come si fa: si bada alle faccende di casa e intanto si chiacchera con la vicina. Ma dov’era la vicina per avvertirla che con gli inviati di Dio non si parla? Non lo sapremo mai. E intanto l’angelo rincara la dose, Tu non preoccuparti perché nulla è impossibile a Dio. E Maria che fa? Si fida, dice va bene … ma non quel va bene che usiamo di solito per chiudere un discorso fastidioso, dice va bene cioè dì pure a Dio che porterò suo figlio nella pancia.
Mi volto, strizzo gli occhi per guardare bene e trovo il mio amico appoggiato al banco. Butta giù una grappa bianca che non è stata certo servita con la velocità della metro. A proposito lo scuotimento e lo sposamento d’aria informano che sta passando un convoglio.
Butto giù il mio cicchetto e proseguo da dove mi ero interrotto.
Magari sul momento Maria potrebbe anche non averci creduto così fino in fondo (anzi secondo me è umano credere che non ci abbia creduto e stop) ma forse quel che conta è l’attesa. Attendere non vuol dire solo aver concepito ma anche guardare la vita con fiducia, senza stare sempre incazzati e saper accogliere, e pazienza se ti trovi tra le scatole tutti quelli che nessuno si fila… se son lì un motivo ci sarà.
Così Abramo un levantino grande e grosso che si è bruciato il cervello a forza di bere e anche Efrem che ti fa il ritratto con uno stecco sulla terra del pavimento ma non sa dove stare ed è sempre arrabbiato col mondo. Sanno che se si fermano sulla soglia e recitano una preghierina qualcosa rimediano sempre
Maria fa le faccende ma intanto ascolta, si accorge delle sbarre e dei pesi che si portano dietro e dice di sì, annuisce. Sa che non ne deve parlare come fa la vicina (hai visto quel matto di Abramo figurati che Miriam mi ha detto che Sarah le ha riferito e qui si apre un racconto che se arrivasse alle orecchie di Abramo fornirebbe particolari a lui sconosciuti). Maria non vuole avvelenare il diretto interessato e conserva tutto (e tutti) nel cuore.
Sposto lo sguardo dalla specchiera (e da un ripiano con bottiglie di anice) e strattono il mio compagno per il braccio.
Oh magari ci sono le volte in cui si arrabbia pure lei ma è perché basterebbe così poco per liberarsi l’anima.
Il mio amico dice che ho proprio ragione mi fa cenno di guardare sul banco dove c’è un altro bicchierino di grappa.
Insomma mi sono fatto l’idea che Maria fosse una di quelle persone che parlano con tutti e più sono andati a male meglio è. Sia chiaro non sto parlando di cattive compagnie, anche se uno potrebbe farsi questa idea. È che Lei era tre passi avanti di Giuseppe. Era un brav’uomo e pur bravo ha dovuto farsi spiegare cosa doveva fare. Maria no, ti capiva e sapeva bene cosa fare. Sempre! Era il suo stile.
Insomma da noi Maria per modo di stare e di fare sarebbe finita a Mombello. In Palestina ai tempi dei Romani ci ha pensato Dio, che ha pure curato l’insonnia di Giuseppe, poveretto (poveretto Giuseppe non Dio sia chiaro).
E Maria aspettava e c’è scritto che custodiva nel cuore tutte quelle cose. E ci credo! Mica poteva andare dallo psicanalista. Adesso va di moda (e il mondo va sempre peggio) ma allora ti dovevi arrangiare. Ogni persona intelligente ha la sua ricetta per stare bene, lei aveva la sua! Ecco qua non era sola aveva già un sacco di figli. Cioè intendiamoci tutti quelli che andavano da lei e si davano una calmata che almeno una persona che li stava a sentire c’era.
Che se facessimo la stessa cosa adesso, tutti, e sempre, non avremmo bisogno di lavarci la coscienza un giorno sì e l’altro pure.
Mi fermo a guardare il mio amico, starà mica dormendo? Sì dorme! Ma com’è?
Ma forse ha ragione lui perché come dice Paolo Rossi quando bevi 15 gin and tonic e poi due grappe… Beh! Si vede!
L’ampliamento dei contenuti che compongono il SITO di AQM, risponde al desiderio di dare luce ad argomenti di riflessione, informazioni e contributi vari che, in ambito comunitario, rappresentano una ricchezza e un patrimonio che meritano di essere offerte a tutti.
La condivisione dunque, è la ragione di utilizzo di uno strumento che, attraverso la modalità informatica di partecipazione, si prefigge di migliorare la relazione tra le persone e la crescita della comunione.
Il SITO è, per ora,nelle sue novità solo abbozzato. Ogni suggerimento inerente al suo sviluppo futuro è gradito e verrà vagliato dall’apposito Comitato di Redazione.
Il padrone del mondo
Iniziamo, con questo numero una periodica proposta di presentazione libraria. Di cosa si tratta?
FAQ (Frequently Asked Questions), in italiano: Domande poste di frequente, in dialetto: dumond da spess
- Proposta di lettura di un libro, saggio o romanzo, di recente pubblicazione oppure classico
- Uscita periodica, bimestrale, perché un libro, contrariamente a tutto ciò che facciamo con ritmo frenetico, va letto con calma, masticato e digerito come una buona pietanza
- Non recensione vera e propria ma semplice presentazione
- Proposta rivolta agli adulti (per adulti) ma anche ai ragazzi (formulazione pediatrica)
- In punta di piedi senza ambizione, con la consapevolezza di non essere esaustivi ma semplicemente con il desiderio di gettare un sasso nel mare magnum di ciò che si pubblica (oggi tutti scrivono libri ….)
- Caratteristica della proposta è che si può (facendo finta di niente) soprassedere…
Iniziamo dunque con l’offerta di lancio:
IL PADRONE DEL MONDO
di Robert Benson (1871-1914), Ed. Jaca Book
Quarto figlio dell’arcivescovo di Canterbury, si converte al cattolicesimo e viene in seguito ordinato sacerdote.
Romanzo di fantascienza distopica del 1907, di grande attualità in un’epoca come la nostra successiva al periodo post-moderno. Viene descritta, con visione profetica, l’instaurazione di un nuovo tipo di convivenza civile ove trionfa l’Umanitarismo, in cui l’uomo contende a Dio il dominio del mondo. Una tentazione questa che minaccia anche il nostro tempo….
Ai “tre lettori” (di manzoniana memoria) che avranno l’audacia di leggere il libro, auguriamo una buona lettura!
MAJOR