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L’EQUILIBRIO DEL SOLCO

  UN      LIBRO   IN  TASCA

      Rubrica bimestrale semiseria di presentazione libraria

D’estate è possibile concedersi una sospensione, riappropriarsi del proprio tempo con più facilità, sfuggendo, per un po’, al vortice in cui siamo inglobati.

Tempo di svago e riflessione, quello estivo,occasione di rientro in sè,

di recupero dall’affanno ordinario, per consentire l’affiorare del desiderio profondo che ci abita, per aprirsi alle bellezze che ci circondano e ci parlano di Altro.

In questo percorso, potrebbe esse d’ausilio un libro interessante di un autore noto, presbitero e teologo italiano, che scrive in modo semplice ma profondo, avvalendosi, spesso, di espressioni poetiche:

  ERMES  RONCHI

  L’ equilibrio del solco

 Edizioni Paoline

Da appendere sul frigorifero:

Abbi pazienza, perché la pazienza non è debolezza, non è lassismo, la pazienza è la virtù di vivere l’incognito in noi e negli altri, è l’arte del seme nel solco” (E.R.)

“Non avere paura di scendere nel tuo pozzo profondo. Là troverai una manciata di luce, un pugno di sale e un Volto che è il volto del più bello tra i figli dell’ uomo”

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Ritiro di AVVENTO 2025 appunti delle meditazioni

RITIRO SPIRITUALE DI AVVENTO            29-30 Novembre 2025

   Eremo di San Salvatore , erba (co)     Don Roberto Secchi

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La virtù della PAZIENZA        ( sintesi di appunti non visionati dal relatore)

 Pazienza verso Dio e verso gli altri; qualunque  attesa ha un legame con la pazienza. 

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(primo giorno)

La cura dell’anima

La pazienza affonda le proprie radici non nella volontà,  ma nell’anima, nel profondo di noi stessi. ( cfr: Breve storia dell’anima , G. Ravasi).

Oggi, in questo momento di silenzio e ascolto, abbiamo la possibilità di prenderci cura della nostra anima. Prendiamo, ad esempio, l’esperienza di Mosè sul monte. Togliamoci i calzari e lasciamo perdere tutto il resto, per entrare, in punta di piedi, nella nostra anima.

Il riferimento evangelico è : Mt 10, 26-33

Se l’anima scende dal suo gradino, la terra muore” ( M. Gualtieri).

Curare l’anima , anzitutto,significa  fermarsi ( da cosa e per cosa?).Chiediamoci: dov’è la tua anima?  Quando ti sei preso cura della tua anima?L’anima è scesa dal suo gradino?Cosa facciamo per prenderci cura dell’anima?

La pazienza ha le radici nell’anima, la nostra vita interiore.

Quali le paure della mia anima? Mette paura all’uomo ciò che divide( il divisore)  che soffoca l’anima. Tutte le paure, bloccando l’anima, generano inquietudine. L’amore, invece, desidera anche ciò che sembra impossibile.

Colui che ha il potere di curare l’anima è Dio. Tutte le porte sono ”sante” se portano a Dio e agli altri. Ci son  mancanze dell’anima che generano inquietudine. “Quando sei disperato, significa che qualcuno ti sta rubando l’anima “( D.M. Turoldo).Dio è speranza, non disperazione.

L’ADORAZIONE è tempo dedicato all’incontro con Dio, è prendersi cura dell’anima davanti alla  PRESENZA, di Colui che ha cura della tua anima e rimuove da essa le paure.

E’ richiesta però la libertà dell’uomo.

Liberare l’anima da tutto ciò che la spegne, come sopprimere una farfalla (psichè, farfalla; in Dante: angelica farfalla). Non lasciamoci rubare l’anima! La cura dell’anima è questione di umanità.

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( secondo giorno)

La virtù della pazienza

Riferimento evangelico : Lc 13, 6-9 (L’albero di fichi)

Considerata immagine di vita e prosperità, benedizione, dolcezza, tenerezza..

La pazienza ha le radici nell’anima, in ciò che è dentro di noi. Pazienza esprime  desiderio, attesa di qualcosa, qualcuno . Desiderio che quel certo frutto porti frutto. Se c’è desiderio può esserci pazienza: si radica nell’anima e si nutre di desiderio.

Se il Vangelo non parla alla vita è sprecato” ( D. Bonhoeffer)

Un Dio che porta vita.  E’ bene avere un desiderio di qualcosa che debba essere compiuto. Quale desiderio? Qualcosa di incompiuto ma che speri arriverà.

La pazienza è la virtù dei credenti. Dio, una mano che sostiene :”vedremo se porterà frutto per l’avvenire”.

Vedrai è il verbo della pazienza.

Forse :la pazienza è nutrita dalla parola forse. La linfa della pazienza e il forse, che offre la possibilità di non perdere la speranza.

Cura :se curo la mia anima qualcosa cambia, se curo la mia relazione qualcosa può cambiare.

La pazienza ha sempre dentro un forse che è la speranza. Il rischio è “tagliare”quando non si ha speranza. Forse… non tutto è così configurato come lo vediamo noi.

La farfalla si è posata sul fico dei forse e vedrai….  meno schemi.. più fede.

Dio suggerisce di non tagliare ma di curare … forse…. La vita è una speranza. Dio è piu’ grande dei miei schemi. Curare e non tagliare. Se abbiamo pazienza secondo Dio, ciò che abbiamo seminato, fiorirà.

Di fronte all’inquietudine dell’anima: fermarsi, raccogliersi.

Ricordare tre verbi : accorgersi (vigilanza, attenzione),attendere,sospettare (guardare dal basso in alto).

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