Categorie
La Strada

PREGHIERA AQM 14 APRILE 2026 L’ esercizio della pietà commento Monica e Daniele

https://www.aqm-co.it/wp-content/uploads/2026/04/Preghiera-AQM-14-Aprile-1.docx

Categorie
La Strada

PREGHIERA AQM Martedì 14 Aprile 2026 L’esercizio della pietà commento don Marco Cairoli

https://www.aqm-co.it/wp-content/uploads/2026/04/1-Tm-4-2-4-1.docx

Categorie
La Strada

PREGHIERA AQM 14 Aprile 2026. L’esercizio della pietà

https://www.aqm-co.it/2026-04-14-preghiera-di-aqm-a4/

Categorie
La Strada

Buona Pasqua di Risurrezione

https://www.aqm-co.it/wp-content/uploads/2026/04/330px-Resurrezione_Piero_della_Francesca_post_restauro.jpg

Il Cristo Risorto segna il passaggio a una nuova era. Dà origine al Regno dei cieli sulla terra dilatando il raggio della creazione. La Risurrezione equivale a un nuovo livello di coscienza sempre attivo, forza propulsiva di santificazione, processo di redenzione che inizia nella vita terrena suscitando uno sguardo nuovo, aprendo una nuova prospettiva. ( Antonella Lumini,” MISTICA E COSCIENZA’)

Categorie
La Strada

Piedi (Giovedì Santo) Alessandro Deho’ Avvenire 02.04.06

Piedi

Alessandro

Deho’

Fuori la notte traditrice ringhiava il suo bisogno di sangue così lui li tenne stretti, in una noce di luce calda come un grembo, il profumo del pane spezzato e il calore del vino tingevano l’aria, profumavano ogni respiro, il silenzio divenne sacro quando Lui si alzò da tavola, movimenti liturgici, solenni e quotidiani, quando depose le vesti, e prese un asciugamano, e si cinse i fianchi, quando versò dell’acqua in un catino, canto sussurrato di timidi ruscelli a primavera dopo il disgelo. Poi prese tra le sue mani i piedi dei suoi discepoli.

Maestosa lentezza dei gesti, come se si fermasse a meditare, come se avesse paura di lasciarli andare, come se già vedesse la loro fuga, il loro ritorno, il loro martirio. Come se stesse scusandosi per la dolorosa passione che li stava attendendo, come se volesse trattenerli, proteggerli, trapiantare quelle radici impaurite direttamente alla destra del Padre. Non poteva, lo sapeva bene, doveva compiersi il cammino, deve sempre compiersi il cammino di ognuno. L’acqua scende, scorre tra le dita, sembrano le sue lacrime, promessa, camminerete ancora, sembra dire, e vi sentirete soli ma io sarò con voi, vi scongiuro di credermi, non vi abbandono, vi aspetto. Essere discepoli è sentire i nostri piedi tra le sue mani.

Categorie
-------------- La Strada

Gabriella e Roberto preghiera 10 marzo 2026 Siamo nella Chiesa

https://www.aqm-co.it/wp-content/uploads/2026/03/Preghiera-10-03.pdf

Categorie
-------------- La Strada

Preghiera Aqm 10 marzo 2026 (don Maurizio Mosconi/Gabriella e Roberto )

https://www.aqm-co.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-03-10-Preghiera-di-AQM-Pieghevole-3-1.pdf

Siamo nella Chiesa

Categorie
La Strada

Stupore (Ritiro Quaresima 2026)

foto Roberto Dalla Bona

Categorie
La Strada

RITIRO AQM 21/22 febbraio 26 registrazioni meditazioni don Roberto Secchi

https://drive.google.com/file/d/1ZQn8W6F7rmgs9qvgYAaI4eCmurXlnAL7/view?usp=drive_link

https://drive.google.com/file/d/1_CXkk8IfQ51WghATn9lCQqOCxIPkMkEm/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/1971PPP0gunujvmDfWCbTp5frBoui4J0y/view?usp=sharing

Prima, seconda meditazione; omelia

Categorie
La Strada

RITIRO AQM QUARESIMA 21/22 febbraio 2026 Eremo S. Salvatore relazione don Roberto Secchi

RI- BELLIAMOCI

Torniamo al bello: a Dio, ai Volti

Ri -belliamoci Ritiro d

Viviamo in un tempo di tante ribellioni, noi proviamo a ribellarci secondo Dio.

Si tratta di tornare al bello, provando innanzitutto a riconoscere ciò che rende brutta la nostra vita, ciò che ci isola ciò che ci rinchiude in una sorta di mondo tutto nostro. Eppure, significativo che la parola bello il latino significa guerra, lotta.

Come se la riscoperta del bello richiedesse una sorta di guerra, di battaglia, di lotta contro tutto ciò che cerca di non rendere bella la vita.

  1. La lebbra del disamore

Marco 1,40-45

40 Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». 41 Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». 42 Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. 43 E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: 44 «Guarda di non dir niente a nessuno, ma va’, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». 45 Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

  • Un uomo segnato da ciò che non ha voluto o desiderato
  • Il lebbroso «porterà vesti strappate, sarà velato fino al labbro superiore, starà solo e fuori» (Levitico 13,46). Dalla bocca velata, dal volto nascosto del rifiutato esce un’espressione bellissima: «Se vuoi, puoi guarirmi». Con tutta la discrezione di cui è capace: «Se vuoi».
  • Un uomo per questo escluso, a cui nulla era dovuto e che nulla poteva pretendere.
  • Un uomo che non pretende, ma chiede, invoca. (quali sono le mie pretese nelle mie relazioni?) sa che potrebbe anche ricevere un rifiuto. Sa che a volte i suoi tempi non coincidono con quelli di Dio o di fratelli.
  • C’è nel non pretendere una dimensione di attesa.
  • Un uomo che ha imparato a CHIEDERE gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». 
  • Facciamo fatica a chiedere, temiamo giudizi, e le piaghe aumentano. (
  • La risposta di Gesù: Lo voglio, guarisci!».
  • Quaresima in cammino per riscoprire il miracolo di Dio: toccare con amore ciò che abbiamo precedentemente toccato con paura.
  • Se non facciamo questo passaggio corriamo il rischio di diventare, come diceva Emin Herahm, come quella gente che ha la guerra dentro e la scarica sulla pace degli altri
  • I genitori di fronte a scelte ad una figlia che mai avrebbero voluto per loro e per lei-

Ho chiesto: Di cosa avete paura?

Cosa dirà la gente. Questa frase ha ucciso più sogni di qualsiasi altra cosa al mondo.

  • Gesù è libero, incontra, tocca, avvicina ciò che i perfetti escludono.
  • È libero per questo è bello.
  • Gesù è toccato da questa domanda grande e sommessa che può far cambiare il corso della storia: tu puoi guarire il disamore del mondo.
  • Di quell’uomo che si sta decomponendo da vivo non conosciamo né il volto né il nome, perché è ogni uomo, sbalzato a terra dalla carovana troppo rapida e distratta del mondo.
  • Siamo noi con le nostre piaghe. A volte quelle che non si vedono sono peggiori, più dolorose, nascoste. (Nessuno faceva caso ai suoi occhi. Tutti pensavano che fosse felice perché sorrideva!) Alda Merini.
  • Forse il cammino della bellezza passa da qui: dalle piaghe, dalle bende, dai campanelli appesi alla vita degli altri o che ci hanno appeso.
  • E proviamo a toccare con amore, e se proviamo a chiedere.
  1. Il rifiuto e il grido (i nostri rifiuti e le nostre grida, anche silenziose)

Il rifiutato è stanco di fuggire e di gridare, e si avvicina al giovane rabbi, andando contro la legge.– Attorno a lui il vuoto, ma Gesù rimane, non scappa, non si scansa, non lo manda via, gli sta in piedi davanti e lo ascolta.

E riafferma così che nulla vale quanto la vita.

  • A nome di tutti noi il lebbroso domanda: ma qual è la volontà di Dio? Che cosa vuole veramente Dio da questa carne sfatta, da questo corpo piagato? Che cosa vuole dall’immenso pianto del mondo? Da queste situazioni che sto vivendo ora?

Il profeta, bocca di Dio, ha detto: io non bevo il sangue, non mangio la carne dei vostri sacrifici. Ma ho un dubbio, come tutti i lebbrosi, come tutti i sofferenti: che Dio si disseti al calice delle nostre lacrime;che voglia ancora il sacrificio delle sue creature; che sia il dolore, accettato, a dare gloria a Dio.

  • Ho un dubbio, perché tanti fatti oggi insinuano, alludono che il corpo di lebbra o di dolore è ancora e sempre volontà di Dio.

Se vuoi… Il lebbroso si appella al desiderio di Dio, alla sua volontà.

E riceve la risposta bellissima, la pietra d’angolo su cui poggia la nuova immagine di Padre: «lo voglio!» Un verbo totale, assoluto. Al dolore ci si può solo avvicinare. Qui sta la differenza.

Dio vuole, è coinvolto, gli importa, gli sta a cuore, patisce, urge in lui un patimento solo per me.

Ciò che è scritto qui non è una fiaba, funziona davvero, funziona così.

  • Persone piene di Gesù oggi riescono a fare le stesse cose di Gesù, fanno il miracolo della Vicinanza.

Non dobbiamo stancarci di ripeterlo è il primo miracolo, e non è una questione fisica:

Gesù tocca, e l’uomo è restituito alla famiglia, torna alle carezze. Gesù ci chiede di partecipare al desiderio di Dio, alle carezze restituite e non ai miracoli. O forse sì. Ci chiede di partecipare ad un solo miracolo: avere, come il Padre, viscere di misericordia, che è la perfezione di Dio, che sarà la perfezione dell’uomo.

  • Se stasera, davanti a Lui potessimo toccare con amore ciò che abbiamo precedentemente toccato con paura, avremmo la stessa gioia di quel lebbroso, che continua a correre felice, perché lui è nel volto di chi, ancora oggi, con fatica, con cadute e riprese, tocca con amore ciò che prima ha toccato con paura
  • È bello stare qui, stare con Te.

Marco 9,2-8

2 Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro 3 e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4 E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. 5 Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». 6 Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. 7 Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». 8 E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.

  1. Stare con Dio. Dio è luce. Siate come Dio che fa sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti. La luce è per tutti, avvolge tutti, così Dio che è luce e per tutta la nostra storia passato e presente, nulla resta escluso tutto è avvolto da lui.
  2. La bellezza nasce sempre da una presenza, una presenza che porta luce, una presenza che fa emergere la luce che c’è in noi, al punto che sperimentiamo il desiderio di rimanere.
  3. Alla presenza si aggiunge un invito: ascoltatelo! Quasi a ricordarci che la bellezza non è estetica, che può colpire nell’immediato. La bellezza nasce da una presenza e da un ascolto. Ha radici profonde nel cuore, nell’anima, nella vita interiore.

Salì con loro sopra un monte a pregare. La montagna è il luogo dove arriva il primo raggio di sole e vi indugia l’ultimo. Gesù vi sale per pregare come un mendicante di luce, mendicante di vita.

Così noi: il nostro nascere è un “venire alla luce”; il partorire delle donne è un “dare alla luce”, vivere è un albeggiare continuo. Nella luce, che è il primo, il più antico simbolo di Dio. Vivere è la fatica, aspra e gioiosa, di liberare tutta la luce sepolta in noi.

  1. Sono presenti i profeti, tutta la storia è coinvolta nell’incontro con Dio, presente e passato.

Rabbì, che bello essere qui! Facciamo tre capanne. L’entusiasmo di Pietro, la sua esclamazione stupita: che bello!

È bello per noi stare qui. Esperienza di bellezza e di casa, sentirsi a casa nella luce, che non fa violenza mai, si posa sulle cose e le accarezza, e ne fa emergere il lato più bello. “Tu sei bellezza”, pregava san Francesco, “sei un Dio da godere, da gustare, da stupirsene, da esserne vivi”.

È bello stare qui, stare con Te, ed è bello anche stare in questo mondo, in questa umanità malata eppure splendida, barbara e magnifica, nella quale però hai seminato i germi della tua grande bellezza. Questa immagine del Tabor di luce deve restare viva nei tre discepoli, e in tutti noi; viva e pronta per i giorni in cui il volto di Gesù invece di luce gronderà sangue, come allora fu nel Giardino degli Ulivi, come oggi accade nelle infinite croci dove Cristo è ancora crocifisso nei suoi fratelli. Madre della grande speranza.

  • Eppure, non è bastata questa visione, Pietro uomo istintivo vuole rimanere lì ma poi non saprà rimanere nel momento più importante quello della passione, della crocifissione. Addirittura, Pietro arriverà a dire la cosa forse più brutta che troviamo in tutto il nuovo testamento: non lo conosco, che resta la ferita più grande per gli affetti.

Capita anche a noi quando nelle relazioni non sappiamo più riconoscere l’altro, perché alcune situazioni non ce le aspettavamo, perché alcune cose sono andate diversamente da ciò che avremmo voluto e nasce a volte quell’espressione: non ti riconosco!

  • Eppure,è fondamentale riconoscere, trovare la luce anche in coloro che in questo momento della vita facciamo fatica a “ri-conoscere”.
  • La trasfigurazione ci aiuta anche a fare memoria di tutti coloro che hanno portato questa luce nella nostra vita virgola che sono stati un segno della presenza di Dio.
  • Dio, diceva Romano Guardini, ci salva sempre attraverso qualcuno.
  • Il mondo anche oggi è pieno di storie di uomini e donne che hanno portato la luce di Dio nella vita degli altri, da qui nascono le conversioni, o meglio lo scoprire un Dio diverso da quello che ci avevano insegnato. Ehi forse ci siamo più preoccupati che i nostri ragazzi sapessero delle cose più che incontrassero qualcuno. Dio non “si impara”, Dio si incontra.
  • Queste sono domande che ci devono interrogare. L’esperienza di Dio porta sempre con sé un carico di luce che non si può trattenere e gli altri lo capiscono, lo percepiscono, lo sentono.

La bellezza secondo Dio sta nel guardare con amore ciò che prima abbiamo guardato con paura, sta in un incontro in un ascolto che porta luce e ti cambia la vita, quello con Dio che inevitabilmente ci apre ai fratelli. Perché Dio è luce e la luce non si può trattenere, e la luce è per tutti, sorge sui buoni e sui cattivi, e Dio è per tutti.